Metodologie

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Metodologie

La mediazione linguistico-culturale

La mediazione linguistico-culturale è una metodologia d’azione trasversale a tutti i servizi rivolti agli immigrati. Il mediatore non è mero interprete linguistico o soggetto atto a sopperire alle carenze dei servizi pubblici ma soggetto che agisce per realizzare nuovi modi di comunicazione e relazioni socioculturali.
La mediazione culturale operata dalla Dedalus mira a:

  • facilitare l’accesso ai servizi ed alle altre opportunità territoriali per gli immigrati e le immigrate, svolgendo un’azione di filtro per decodificare e indirizzare i bisogni, per favorire e permettere la realizzazione delle pari opportunità;
  • promuovere interventi informativi e culturali rivolti alla popolazione ospite, al fine di diffondere sul territorio una reale conoscenza del fenomeno “immigrazione” così da non incorrere in stereotipi negativi e/o atteggiamenti di rifiuto e discriminazione;
  • favorire, tra i migranti, il mantenimento della cultura di origine e dei legami con la stessa.

Inoltre, il mediatore culturale svolge anche una funzione di supporto alla progettazione degli interventi rivolti agli immigrati, attraverso l’analisi dei loro bisogni.
I servizi di mediazione linguistico-culturale offerti riguardano l’ambito socio-sanitario, socio-educativo e lavorativo, presso i centri di accoglienza, gli sportelli informativi e di orientamento, gli istituti penali, i servizi sociali, le postazioni di pubblica sicurezza.

La Mediazione Linguistico Culturale di Nunzia Cipolla, Tiziana Fortino e Andrea Morniroli

 

I programmi individualizzati

I programmi individualizzati sono azioni congiunte che prevedono la partecipazione attiva della persona coinvolta. Attraverso un percorso che ne ricostruisce storia, bisogni, desideri. I programmi mirano ad accompagnare la persona nella fuoriuscita dalla condizione di difficoltà fino alla sua piena inclusione nel contesto sociorelazionale di riferimento.

La Dedalus progetta programmi individualizzati, condivisi dalla persona fin dalla loro elaborazione e supportati dall’intervento della rete territoriale, che partono dalla storia personale per proseguire nell’individuazione dei bisogni e delle criticità realizzative, nella definizione delle risorse e delle competenze da attivare, prevedendo in genere anche supporti finanziari, articolati come “borse di cittadinanza”, in relazione alla priorità problematica evidenziata.

I programmi individualizzati di Eduardo Sorvillo

 

Rete

L’esigenza di costruire reti a supporto di interventi sociali e di inclusione nasce dalla presa d’atto che le domande sociali sono sempre più complesse e articolate e che per questo presuppongono l’intervento di un insieme di competenze, funzioni e professionalità che difficilmente possono essere riassunte da un unico ente, servizio o operatore.
La cooperativa Dedalus adotta come metodologia del proprio agire la costruzione di rete, vista sia in termini di relazioni coordinate e collaborazioni tra servizi e operatori diversi, sia per quel che riguarda l’attivazione e la messa in sistema di risorse aggiuntive. Non solo per aumentare la qualità e la quantità dei servizi, ma anche per favorire un processo di presa in carico delle dinamiche e delle problematiche sociali da parte delle istituzioni e degli altri enti pubblici del territorio.
Nell’ottica del lavoro sociale attuato della Dedalus, la rete non è un luogo statico, ma uno spazio dinamico e democratico, dove tutti i componenti coinvolti condividono e partecipano in modo attivo e paritario alla individuazione della problematica su cui si deve intervenire ed alla definizione di obiettivi comuni, individuando metodologie ed azioni coerenti, nonché all’organizzazione del lavoro interno alla rete, in termini di ruoli, funzioni e responsabilità specifiche.

La Rete di Andrea Morniroli

 

La riduzione del danno

La riduzione del danno è una metodologia che non si limita alla diminuzione dei rischi e alla tutela sanitaria, ma rappresenta un’opportunità per costruire rapporti tra operatori e destinatari, che spesso determinano l’avvio di percorsi di emancipazione ed uscita da situazioni di violenza, sfruttamento e marginalità.
La riduzione del danno è una politica sociale che privilegia la diminuzione degli effetti negativi relativi all’uso di una sostanza o di un comportamento sociale deviante, piuttosto che il superamento e l’uscita da tali comportamenti.
La cooperativa Dedalus opera nel campo della riduzione del danno e dei servizi di prossimità o a bassa soglia, interagendo con le situazioni più gravi di esclusione, difficoltà, marginalità, esclusione. Elemento centrale dell’intervento è la valorizzazione delle risorse del destinatario a partire dai suoi processi di empowerment. Il ruolo dell’operatore viene trasformato: esso non è più, o non è più visto come il “portatore di verità”, ma come attore di un processo di cambiamento verso le soluzioni possibili. I servizi di prossimità gestiti dalla Dedalus si pongono, inoltre, come luoghi sempre aperti in ingresso ma anche verso i servizi territoriali con i quali costituiscono un sistema di interventi a più livelli in continua e coordinata comunicazione/relazione tra loro.

Raggiungere universi complessi: la funzione dei servizi di prossimità di Andrea Morniroli


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La mediazione linguistico-culturale è una metodologia d’azione trasversale a tutti i servizi rivolti agli immigrati. Il mediatore non è mero interprete linguistico o soggetto atto a sopperire alle carenze dei servizi pubblici ma soggetto che agisce per realizzare nuovi modi di comunicazione e relazioni socioculturali.
La mediazione culturale operata dalla Dedalus mira a:

  • facilitare l’accesso ai servizi ed alle altre opportunità territoriali per gli immigrati e le immigrate, svolgendo un’azione di filtro per decodificare e indirizzare i bisogni, per favorire e permettere la realizzazione delle pari opportunità;
  • promuovere interventi informativi e culturali rivolti alla popolazione ospite, al fine di diffondere sul territorio una reale conoscenza del fenomeno “immigrazione” così da non incorrere in stereotipi negativi e/o atteggiamenti di rifiuto e discriminazione;
  • favorire, tra i migranti, il mantenimento della cultura di origine e dei legami con la stessa.

Inoltre, il mediatore culturale svolge anche una funzione di supporto alla progettazione degli interventi rivolti agli immigrati, attraverso l’analisi dei loro bisogni.
I servizi di mediazione linguistico-culturale offerti riguardano l’ambito socio-sanitario, socio-educativo e lavorativo, presso i centri di accoglienza, gli sportelli informativi e di orientamento, gli istituti penali, i servizi sociali, le postazioni di pubblica sicurezza.

La Mediazione Linguistico Culturale di Nunzia Cipolla, Tiziana Fortino e Andrea Morniroli

 

I programmi individualizzati

I programmi individualizzati sono azioni congiunte che prevedono la partecipazione attiva della persona coinvolta. Attraverso un percorso che ne ricostruisce storia, bisogni, desideri. I programmi mirano ad accompagnare la persona nella fuoriuscita dalla condizione di difficoltà fino alla sua piena inclusione nel contesto sociorelazionale di riferimento.

La Dedalus progetta programmi individualizzati, condivisi dalla persona fin dalla loro elaborazione e supportati dall’intervento della rete territoriale, che partono dalla storia personale per proseguire nell’individuazione dei bisogni e delle criticità realizzative, nella definizione delle risorse e delle competenze da attivare, prevedendo in genere anche supporti finanziari, articolati come “borse di cittadinanza”, in relazione alla priorità problematica evidenziata.

I programmi individualizzati di Eduardo Sorvillo

 

Rete

L’esigenza di costruire reti a supporto di interventi sociali e di inclusione nasce dalla presa d’atto che le domande sociali sono sempre più complesse e articolate e che per questo presuppongono l’intervento di un insieme di competenze, funzioni e professionalità che difficilmente possono essere riassunte da un unico ente, servizio o operatore.
La cooperativa Dedalus adotta come metodologia del proprio agire la costruzione di rete, vista sia in termini di relazioni coordinate e collaborazioni tra servizi e operatori diversi, sia per quel che riguarda l’attivazione e la messa in sistema di risorse aggiuntive. Non solo per aumentare la qualità e la quantità dei servizi, ma anche per favorire un processo di presa in carico delle dinamiche e delle problematiche sociali da parte delle istituzioni e degli altri enti pubblici del territorio.
Nell’ottica del lavoro sociale attuato della Dedalus, la rete non è un luogo statico, ma uno spazio dinamico e democratico, dove tutti i componenti coinvolti condividono e partecipano in modo attivo e paritario alla individuazione della problematica su cui si deve intervenire ed alla definizione di obiettivi comuni, individuando metodologie ed azioni coerenti, nonché all’organizzazione del lavoro interno alla rete, in termini di ruoli, funzioni e responsabilità specifiche.

La Rete di Andrea Morniroli

 

La riduzione del danno

La riduzione del danno è una metodologia che non si limita alla diminuzione dei rischi e alla tutela sanitaria, ma rappresenta un’opportunità per costruire rapporti tra operatori e destinatari, che spesso determinano l’avvio di percorsi di emancipazione ed uscita da situazioni di violenza, sfruttamento e marginalità.
La riduzione del danno è una politica sociale che privilegia la diminuzione degli effetti negativi relativi all’uso di una sostanza o di un comportamento sociale deviante, piuttosto che il superamento e l’uscita da tali comportamenti.
La cooperativa Dedalus opera nel campo della riduzione del danno e dei servizi di prossimità o a bassa soglia, interagendo con le situazioni più gravi di esclusione, difficoltà, marginalità, esclusione. Elemento centrale dell’intervento è la valorizzazione delle risorse del destinatario a partire dai suoi processi di empowerment. Il ruolo dell’operatore viene trasformato: esso non è più, o non è più visto come il “portatore di verità”, ma come attore di un processo di cambiamento verso le soluzioni possibili. I servizi di prossimità gestiti dalla Dedalus si pongono, inoltre, come luoghi sempre aperti in ingresso ma anche verso i servizi territoriali con i quali costituiscono un sistema di interventi a più livelli in continua e coordinata comunicazione/relazione tra loro.

Raggiungere universi complessi: la funzione dei servizi di prossimità di Andrea Morniroli


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La mediazione culturale operata dalla Dedalus mira a:

  • facilitare l’accesso ai servizi ed alle altre opportunità territoriali per gli immigrati e le immigrate, svolgendo un’azione di filtro per decodificare e indirizzare i bisogni, per favorire e permettere la realizzazione delle pari opportunità;
  • promuovere interventi informativi e culturali rivolti alla popolazione ospite, al fine di diffondere sul territorio una reale conoscenza del fenomeno “immigrazione” così da non incorrere in stereotipi negativi e/o atteggiamenti di rifiuto e discriminazione;
  • favorire, tra i migranti, il mantenimento della cultura di origine e dei legami con la stessa.

Inoltre, il mediatore culturale svolge anche una funzione di supporto alla progettazione degli interventi rivolti agli immigrati, attraverso l’analisi dei loro bisogni.
I servizi di mediazione linguistico-culturale offerti riguardano l’ambito socio-sanitario, socio-educativo e lavorativo, presso i centri di accoglienza, gli sportelli informativi e di orientamento, gli istituti penali, i servizi sociali, le postazioni di pubblica sicurezza.

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