Mio nonno è straniero

Mio nonno è straniero

Relazioni di mutuo supporto tra anziani soli e minori stranieri non accompagnati, nella città di Napoli.

L’innovazione del progetto è stato il capovolgimento delle tradizionali modalità di aiuto tra adulti e minori, in uno scambio continuo e costruttivo di relazioni, fiducia e bisogni.


Share on FacebookEmail this to someonePrint this page
home | Progetti | Archivio progetti | Mio nonno è straniero

Scheda progetto

Aree di intervento

Minori soli

Periodo di attuazione

2015 – 2016

Finanziatore

Il progetto è sostenuto con i fondi otto per mille della Chiesa Valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi).

Obiettivi e attività

Il progetto ha avuto lo scopo di creare relazioni di mutuo supporto tra anziani soli e minori stranieri non accompagnati, capovolgendo le tradizionali modalità di aiuto tra adulti e minori: è il minore straniero ad occuparsi di una persona anziana italiana, straniera ed estranea alle dinamiche di un mondo che cambia ed evolve. Il minore ha trovato nella relazione di scambio una persona adulta che ha rappresentato un punto di riferimento, invece, gli anziani, grazie alla presenza dei ragazzi stranieri hanno potuto far fronte alla quotidiana solitudine; per entrambi è stato favorito lo sviluppo delle capacità comunicative e relazionali, lo sviluppo del senso di appartenenza alla comunità e la garanzia di un’autonomia sociale e personale in riferimento al territorio. Nel dettaglio, l’iniziativa ha:

  • ridotto il senso di solitudine e di isolamento di anziani e ragazzi stranieri;
  • migliorato la fruizione del territorio e degli strumenti di comunicazione con il contesto;
  • migliorato le capacità comunicative, relazionali e culturali per entrambi ed in più, accrescere le competenze linguistiche dei ragazzi stranieri.

Attività:

  • percorso intensivo di apprendimento e rafforzamento delle Lingua italiana rivolta ai Msna;
  • laboratori interculturali rivolti agli anziani, finalizzati alla conoscenza dei fenomeni migratori e della cultura di appartenenza dei ragazzi;
  • percorso di informazione, rivolto ai ragazzi, sui più comuni bisogni dei “nonni”, riguardanti la quotidianità nonché i servizi, uffici e istituzioni di loro utilità;
  • organizzazione di incontri tra il giovane e l’anziano per facilitare scambi di reciproco aiuto e momenti di socializzazione, svago e apprendimento.

Share on FacebookEmail this to someonePrint this page