Le proposte dell'associazionismo, del volontariato, della cooperazione sociale e del privato non-profit

Napoli può. Dal sociale le proposte per la città

VERSO LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE: “NAPOLI PUÒ”, DAL SOCIALE LE PROPOSTE PER LA CITTÀ

Venticinque organizzazione del no profit e dell’associazionismo stilano un documento con cui individuano sette priorità per il cambiamento della città

Dall’associazionismo al volontariato, dalla cooperazione sociale al privato non-profit: le organizzazioni del civismo attivo presenti in città fanno quadrato e individuano le alcune priorità per il rinnovamento del capoluogo partenopeo in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera.

In tutto 25 realtà radicate sul territorio si fanno promotrici di “Napoli può”, il documento in cui sono contenute sette proposte necessarie per determinare un cambiamento non più rinviabile: interventi nel sociale; investimenti nell’ambiente; riforma della macchina comunale; valorizzazione degli immobili di proprietà comunale; emersione delle lavoro sommerso; mobilità urbana; investimenti nella ricerca, nell’arte e nella cultura.

L’obiettivo è di offrire un contributo a un dibattito pre-elettorale per definire contenuti programmatici ancor prima dell’individuazione del candidato sindaco. Una necessità che nasce – spiegano le organizzazioni – “considerando la situazione di estremo disagio sociale che caratterizza la città: diseguaglianze crescenti, enormi fragilità in vasti strati della popolazione, povertà diffuse, numerosi quartieri completamente dimenticati ed ormai di fatto segregati dal resto della città”

Questioni – si legge nel documento – “fortemente aggravate dalla pandemia e che, oggettivamente, aprono ampi spazi di manovra alla camorra. Tutto questo in quadro strutturale di scarsa dotazione di servizi per cittadini che rende inaccettabile la qualità della vita nella nostra città”.

A fronte di queste considerazioni, le organizzazioni promotrici sulla base del loro lavoro, delle loro esperienze e del loro radicamento nella comunità, ritengono di avere il diritto, ed anzi, il dovere di contribuire, in modo autonomo, al dibattito sul futuro della città.

“Riteniamo che per lo sviluppo della città, per recuperare un rapporto tra cittadini ed istituzioni ormai evidentemente logoro, la politica debba evitare promesse mirabolanti, debba smettere di alimentare il vittimismo; debba cercare il consenso dei cittadini non con la continua pratica dello scambio e dei favori, debba recuperare moralità e responsabilità interrompendo una diffusa ed insopportabile pratica di cinico trasformismo” – continuano.

Le prime 25 organizzazioni firmatarie del documento rappresentano 1.045 lavoratori e lavoratrici; nel 2020 hanno prestato servizi e supporto a più di 13.000 donne, uomini, bambini, persone con disabilità o in condizioni di povertà e fragilità sociale; esprimono un fatturato aggregato superiore ai 23.500.000 euro annui.

Scarica qui la sintesi del documento e il documento completo

 

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