Un bene confiscato alla criminalità diventa un luogo di rinascita per donne
Un bene confiscato alla criminalità organizzata torna alla collettività e si trasforma in un luogo di tutela, rinascita e diritti per le donne, simbolo concreto di contrasto alle discriminazioni di genere, al traffico di esseri umani e alla violenza maschile sulle donne.
Nel Comune di Napoli prende vita una casa di semi-autonomia destinata a donne vittime di violenza, tratta e sfruttamento, un progetto di riutilizzo che unisce intervento sociale, inclusione e promozione della cultura della legalità e delle pari opportunità.
La struttura offrirà accoglienza residenziale temporanea e percorsi personalizzati di accompagnamento all’autonomia. L’obiettivo è consentire alle donne accolte di ricostruire la propria vita in sicurezza, rafforzando le proprie competenze, la fiducia in sé e la capacità di autodeterminarsi, raggiungendo l’indipendenza economica e abitativa e riducendo al minimo il rischio di ricaduta in situazioni di violenza, sfruttamento o marginalità.
Il riutilizzo dei beni confiscati per finalità sociali costituisce un segnale forte di riscatto civile e di contrasto alla cultura dell’illegalità contribuendo alla costruzione di una comunità più coesa, giusta e resiliente.
L’immobile, confiscato a Grimaldi, è stato destinato al Comune di Napoli nel 2016. A seguito di procedura di evidenza pubblica, è stato consegnato alla Dedalus Cooperativa Sociale a dicembre
2023. Dedalus, dopo i lavori di riqualificazione funzionale, avvia le attività.
La scelta di destinare un bene confiscato a questo progetto rappresenta un messaggio forte e tangibile: ciò che era strumento di potere criminale e sopraffazione diventa presidio di giustizia sociale, affermazione dei diritti delle donne e contrasto concreto a una cultura patriarcale fondata sul controllo e sulla disuguaglianza.
È un atto di restituzione alla cittadinanza e, allo stesso tempo un investimento sul futuro del territorio, capace di generare sicurezza, coesione sociale e nuove opportunità.
«Trasformare un luogo sottratto alla criminalità in una casa che genera autonomia, dignità e opportunità – si sottolinea – significa affermare che la legalità non è solo repressione, ma anche costruzione quotidiana di alternative concrete alle discriminazioni di genere, all’esclusione e alla violenza».
Il progetto sposa l’obiettivo dell’Amministrazione comunale di investire nel riuso sociale dei beni confiscati in una visione di sviluppo locale e nel quadro delle politiche sociali avviate per il contrasto alla violenza di genere e alla tratta.
Rafforzare la rete dei servizi di protezione e inclusione già presenti sul territorio, favorendo una presa in carico più efficace delle donne nei percorsi di uscita dalla violenza e dallo sfruttamento.
Il progetto rappresenta solo una delle molteplici azioni poste in essere in materia dall’Amministrazione e apre la strada al progetto E.V.A. Eco Villaggio dell’Accoglienza, in fase di avvio.
La nuova casa di semi-autonomia sarà dunque non solo un luogo di protezione, ma anche un simbolo vivo di riscatto civile e culturale: uno spazio in cui il diritto delle donne a una vita libera dalla violenza e dalle discriminazioni diventa realtà quotidiana e in cui legalità, solidarietà e responsabilità collettiva si traducono in opportunità reali per l’intera comunità.
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Data:
9 Febbraio 2026
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Ora:
11:00 - 13:00
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Location:
Sala Giunta - Palazzo San Giacomo