La Campania dice NO al CPR a Castel Volturno (CE)
30 Aprile 2026
La Campania dice NO al CPR
e dice SÌ a politiche di inclusione, accoglienza e sviluppo giusto
Esprimiamo profonda preoccupazione per il progetto di realizzazione di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) nel Comune di Castel Volturno. I fatti di cronaca ci raccontano come all’interno di questi luoghi, in tutto il Paese, le persone vivano spesso in stato di abbandono e di come, purtroppo, donne e uomini innocenti in essi trovino la morte. Nei CPR viene rinchiusa l’umanità e la dignità delle persone.
I CPR non creano sicurezza, alimentano diseguaglianze: sono di fatto strutture di detenzione amministrativa nelle quali persone che non hanno commesso reati vengono private della libertà personale, perché non sono riuscite ad avere un permesso di soggiorno, anche se lavorano o hanno famiglia.
Riteniamo ancora più grave che si voglia realizzare uno di questi luoghi in un territorio come quello di Castel Volturno che attende un riscatto sociale da molti decenni. Qui si sperimentano quotidianamente pratiche di integrazione e convivenza, grazie al lavoro di cittadini, enti locali, Caritas e parrocchie, associazioni e realtà del terzo settore. L’insediamento di un CPR rischia di compromettere questo percorso, rafforzando narrazioni negative e stigmatizzanti che il territorio cerca da tempo di superare.
Ogni scelta pubblica deve rispettare la dignità della persona e contribuire a rafforzare, non a dividere, il tessuto sociale. Castel Volturno e la Campania non hanno bisogno di questo. Con fermezza sentiamo il dovere di ribadire che le politiche migratorie non possono essere ridotte a dispositivi di contenimento. La complessità non si governa creando nuovi luoghi di esclusione. La sicurezza non si costruisce alimentando periferie della dignità. Serve un cambio di direzione: integrazione reale, percorsi di legalità, accesso al lavoro, politiche abitative, presidi educativi. Serve uno Stato che accompagna processi e non che si limiti a contenere. Serve una visione capace di tenere insieme sicurezza e diritti, senza contrapporli.
Castel Volturno non può essere nuovamente identificata come luogo di marginalità e contenimento. Deve invece essere sostenuta come modello e laboratorio di integrazione, sviluppo e convivenza civile.
Per queste ragioni diciamo con forza NO alla realizzazione del CPR a Castel Volturno e facciamo appello al Governo e alle Istituzioni competenti perché si apra un confronto aperto con gli enti locali, le realtà del territorio e i cittadini e le cittadine per costruire insieme alla società civile, agli uomini e alle donne di buona volontà, alle istituzioni democratiche, soluzioni sostenibili, che tengano conto del territorio e del suo ambiente. Che sappiano tenere insieme diritti, inclusione, legalità.
Firma anche tu la petizione su Change.org!
I primi firmatari:
- Mons. Pietro Lagnese, Arcivescovo di Capua e Vescovo di Caserta
- Don Mimmo Battaglia, Cardinale di Napoli
- Mons. Antonio Di Donna Presidente Conferenza Episcopale Campana
- Andrea Morniroli, Assessore Politiche sociali e istruzione della Regione Campania
- Mons Giancarlo Perego Presidente Fondazione Migrantes e della Commissione Episcopale per le Migrazioni CEI
- Don Marco Pagniello Direttore Caritas italiana
- Don Luigi Ciotti Presidente di Libera
- Alessio Curatoli, Presidente Arci Campania
- Giovanni Sgambati, Segretario Generale Uil Campania e Napoli
- Mimma D’Amico, Centro Sociale Ex Canapificio
- Doe Prosper, Movimento Migranti e Rifugiati di Caserta
- Laura Marmorale, Presidente Mediterranea
- Nicola Ricci, Segretario Generale CGIL Napoli e Campania
- Giovanpaolo Gaudino, Portavoce del Forum Terzo Settore Campania
- Nino de Maio, Presidente Forum Associazioni delle Famiglie Regione Campania
- Mariateresa Imparato, Presidente Legambiente Campania
- Francesco Dandolo Comunità di Sant’Egidio Campania
- Maria Teresa Terreri, Presidente CIDIS Impresa Sociale
- Padre Daniele Moschetti, Associazione Black and white ETS, Commissione Migrantes CEC
- Mariano Di Palma, Presidente Libera Campania
- Giulio Riccio, Presidente LESS Cooperativa sociale ETS
- Giovanni Sgambati, Segretario Generale Uil Campania e Napoli
- Sergio Serraino, Coordinatore dei progetti di EMERGENCY ONG ETS in Campania
- Don Michele Saggiomo, Garante detenuti Provincia di Caserta
- Michele Zannini Presidente del Forum del Terzo Settore di Caserta
- Don Guido Cumerlato, ISSR Interdiocesano Santi Pietro e Paolo
- Alex Zanotelli, Missionario Comboniano
- Letizia Tomassone, Pastora Valdese a Napoli
- Moussa Diakitè, Portavoce Movimento Migranti e Rifugiati Napoli
- Laura Lombardi, Portavoce Ex OPG – Je So’Pazzo
- Lucio Saviani, Filosofo
- Don Nicola Lombardi, Parrocchia di San Bartolomeo (CE)
- Savino Compagnone, Presidente di Città Irene ONLUS
- Gianfranco Schiavone, ICS
- Virginia Crovella, Comitato Città Viva
- Sergio Di Vito, Silvia Imbelloni, AGESCI Zona Caserta
- Matteo Palmisani, Lipu Provincia di Caserta
- Fabio Amato, Università degli studi di Napoli L’Orientale
- Enrica Morlicchio, Università di Napoli Federico II
- Paola De Vivo, Università di Napoli Federico II
- Salvatore Strozza, Università di Napoli Federico II
- Ash Amin, professore emerito Università di Cambridge
- Dora Gambardella, Dipartimento di Scienze Sociali Università di Napoli Federico II
- Elena de Filippo, Dedalus Cooperativa Sociale
- Claudia Pecoraro, assessora all’ambiente, alla casa e alle pari opportunità della Regione Campania
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