Senza consenso è sempre stupro: perché diciamo no al DDL Stupri
30 Gennaio 2026
Le operatrici antiviolenza e tutte le operatrici e tutti gli operatori della Dedalus Cooperativa Sociale si uniscono alla mobilitazione contro il cosiddetto Disegno di Legge Stupri.
Cosa succede con questo disegno di legge?
Il DDL sostituisce il concetto di “consenso libero e attuale” con quello di “volontà contraria” all’atto sessuale.
In parole semplici: se prima era “solo sì è sì”, ora la violenza sessuale esiste solo se la vittima dice chiaramente di no.
Come operatrici e operatori, che ogni giorno lavorano per prevenire e contrastare la violenza maschile sulle donne e per costruire una società libera dal patriarcato, ribadiamo senza se e senza ma: senza consenso è sempre stupro.
Il consenso è il confine tra libertà e violenza, non una formula da riscrivere. Dove manca, è ambiguo o condizionato: non c’è autodeterminazione, non c’è libertà.
Questa sostituzione costruisce un immaginario colpevolizzante. Rischia di disincentivare le richieste di aiuto e di rendere i tribunali luoghi ancora più ostili e violenti per chi denuncia.
Sostituire il “consenso” con il “dissenso” significa ignorare che la maggior parte delle violenze sessuali avviene all’interno delle cosiddette “quattro mura di casa”. Luoghi in cui manifestare un dissenso chiaro è spesso difficile o impossibile.
Per questo sosteniamo la lotta contro la cancellazione dei diritti delle donne e contro l’arretramento culturale e sociale della società.
Difendere il consenso significa difendere libertà, rispetto e responsabilità.
15 febbraio 2026
presidio in contemporanea con oltre 100 piazze in tutta Italia;
Mobilitazione nazionale: facciamo sentire la nostra voce ovunque!
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